Mont-Cenis Railway (la ferrovia Fell del Moncenisio) 1868-1871

[Moncenisio]


Sulle tracce della ferrovia Fell...

 

   

Note tratte dal volume: 

 

LA FERROVIA DEL MONCENISIO ed il sistema Fell ad aderenza artificiale - Enrico Pieri - edizioni elledi 1981 / edizioni SusaLibri 1996

   

Individuare e seguire le tracce di una linea ferroviaria dimessa dopo più di 130 anni è una interessante operazione di "archeologia ferroviaria"; per la Mont-Cenis Railway, anche detta "La ferrovia Fell del Moncenisio" l'interesse è accentuato dalla varietà del percorso e dalla bellezza dell'ambiente alpino.
I lavori di costruzione iniziarono il 1 maggio 1866 e la linea fu inaugurata il 15 giugno 1868, la lunghezza era di 77,8 Km. I tratti di maggiore pendenza erano armati di una terza rotaia centrale rialzata che permetteva di migliorare l'aderenza artificiale. La locomotiva costruita appositamente per questo impiego era di piccole dimensioni, come pure tutto il convoglio composto da non più di 3/4 vagoni.Un convoglio Fell alla fermata della Gran Croux

Seguendo oggi la strada e ritrovando gallerie, muraglioni, trincee si può valutare al vero quante difficoltà furono affrontate, e l'entità dei lavori eseguiti. Attualmente per andare da Susa al Moncenisio basta mezz'ora di comodo viaggio in automobile, per contro il trenino Fell del 1868, che viaggiava coraggiosamente anche in pieno inverno affrontando neve e bufere, arrampicandosi con piccole locomotive su pendenze e curve inverosimili, impiegava anche 5 ore per compiere il tragitto completo. Molte erano le persone che tenevano in efficienza la strada ferrata come pure la strada ordinaria e i vari ricoveri di colore rosso che troviamo sulla strada, rappresentavano il loro rifugio.
Elenchiamo qua di seguito e mostriamo le immagini dei punti in cui si trovano parti riconoscibili della linea: le indicazioni del lato destro o sinistro si intendono riferite alla S.S. n. 25 e sono riferite al chilometraggio con partenza da Torino. (E' possibile trovare le indicazioni chilometriche, incise sulle pietre bianche al lato della strada). In alcuni punti, ad esempio per le gallerie a lato della strada, l'individuazione è facile e immediata, in altri occorre lasciare la statale e addentrarsi a piedi nel terreno.

  

  Per facilitare l'individuazione, su alcune immagini è tratteggiato in blu il passaggio dei binari, oppure la posizione per i ponti in metallo o la sagoma delle gallerie.

  

L'indicazione immagine non ancora disponibile è riferita al fatto che al momento non è ancora stata realizzata.


1)   Km 55,3 a sinistra: muretti e trincea fra folta vegetazione, per tagliare alcune curve strette.           
         

2)   Prendendo il bivio a sinistra per Giaglione, a pochi metri dall’incrocio a sinistra: ponticello ad arco in muratura quasi completamente interrato, poi dietro trincea anch’essa in parte interrata. La linea lasciava la strada al punto 1, e la riprendeva oltre il bivio per Giaglione, tagliando tutto il gruppo di curve con trincea in sede propria: il tracciato è stato cancellato dalle sistemazioni agricole. 002_a 002_b           
002_c             

3)     Km 56,6 bivio per Venaus. Linea su terrapieno a destra, poi sulla strada per Venaus ponte distrutto (restano le spallette) e trincea in roccia. 003_a 003_b           
003_c             

4)     Km 56,7 curva tagliata a destra.           
         

5)     Km 57,8  1° tornante dopo Giaglione. Terrapieno ancora visibile.Galleria a sinistra, murata e utilizzata per acquedotto. Entrata sul pendio a lato del tornante, uscita poco più avanti dietro una piccola cantoniera. 005_a 005_b           
005_c 005_e          

6)     Km 58,2  2° tornante. Galleria a sinistra, praticabile a piedi. Entrata al fondo del prato a lato del tornante, uscita dietro la cantoniera Km 58,301. 006_a 006_b           
006_d 006_e          

7)     Km 58,8   tornante. Galleria a destra, interrata. Entrata nel roccione a lato destro del tornante, uscita in trincea scavata nella pietra, poco più avanti dietro una piccola cantoniera. 007_a 007_b           
007_c 007_d          

8)     Km 60,5: prima galleria artificiale paravalanghe, a sinistra in curva, parzialmente interrata e allagata, non praticabile. Buona la fontana "dei tre merli" nei pressi dell'ingresso lato valle. 008_a 008_b           
         

9)     Km 62: seconda galleria artificiale paravalanghe (Galleria S. Martino) a sinistra in curva sotto il rio Tiglieretto; in ottimo stato percorribile a piedi, utilizzata in periodo invernale fino a qualche anno fà. Costruita nel 1841(vedere la data incisa nella roccia, in basso a sinistra presso l’uscita) per facilitare il transito stradale venne utilizzata anche per la Fell ; notevole il lavoro in pietra nell’arco a doppia curvatura. 009_b 009_c           
         

10)   Km 63,2  1° tornante dopo Molaretto: curva allargata a destra con terrapieno poi trincea. 010_a             
         

11)   Km 63,7  2° tornante: galleria a sinistra, interrata e allagata, non praticabile. Entrata a lato del tornante, uscita poco più avanti coperta da fitta vegetazione. 011_b 011_a           
         

12)   Km 65,5: a destra curva tagliata, muri d’appoggio per ponticello.           
         

13)   Barcenisio: ben visibile e in buono stato il muro che segue la curva allargata a sinistra.  

Più avanti il percorso allargato a destra, attraversava il rio su un ponte in ferro posizionato più a monte della strada napoleonica. Ancora visibili i muretti originali, anche se coperti in parte da abitazioni di costruzione più recente.

            

         


14)   Km 68,3: terza galleria artificiale paravalanghe, a sinistra in curva, demolita da anni. Riconoscibile il muro a monte e inizio dell'arco in alto .             
         

15)   Km 69,3: quarta galleria artificiale paravalanghe (galleria Comba) a sinistra, parzialmente crollata all'inizio, per il resto in discreto stato. Grossi finestroni ad arco per facilitare la ventilazione. Notevoli i robusti contrafforti esterni in pietra.           

16)   Km 69,7: quinta galleria artificiale paravalanghe (galleria Rocca Nera) a sinistra; pochi segni la identificano, rimane il muro a monte.
          
         

17)   Km 70: sesta galleria artificiale paravalanghe (galleria della valanga) a sinistra; in buono stato, percorribile nel periodo invernale, con piccole finestre in vetro applicate negli anni sessanta.  017_a 017_b           
         

18)   Subito dopo la galleria "Della Valanga" all'inizio del piano di S. Nicolao si stacca a sinistra un lungo tratto in sede propria sull'antico tracciato della strada. 

 

Lungo tratto a mezza costa ben conservato; poi una spianata con una cava di pietra, e subito dopo la stretta in cui era il ponte in ferro sul rio del Giaset. 

 

Al di là c'è un tratto in cengia scavata nella roccia con galleria artificiale crollata di cui rimane solo il muro a monte, poi una galleria in roccia in buono stato, e un secondo tratto di galleria artificiale crollata nella prima parte, in buono stato nella seconda con galleria-ponte percorribile che sbocca presso la statale a sinistra, all'altezza dell'ultimo tornante della "gran scala".

018_b           
018_c          


19)   Km 73,2 : Appena dopo la galleria ponte, qualche traccia a sinistra, piccola cengia in terra poco più alta della strada, poco prima della Gran Croce curva attorno al ricovero VIII poi breve trincea. 

          
         

20)    Tracce nel fondo del Lago. Tutta la zona della Gran Croce dov'è ora la dogana francese, è stata sconvolta e resa irriconoscibile prima per lavori idroelettrici all'inizio del secolo, poi per opere militari, infine per la nuova grande diga: il bacino, molto ingrandito, ha sommerso gli edifici ancora esistenti nella spianata del valico.           
         

21)   Panorama sul valico con la strada che sale verso il passo, era l'ultima salita prima della discesa verso Lanslebourg.

  

Subito dopo il passo all'inizio della discesa: percorso diretto riconoscibile a sinistra nel valloncello e poi nel prato.

          

         

22)   1° tornante nella discesa verso Lanslebourg: galleria a destra poco prima della curva, interrata. Entrata riconoscibile, uscita quasi completamente sommersa dal terriccio nella spianata a lato della curva.

          

         

23)   2' tornante: galleria a sinistra, entrata a mala pena riconoscibile fra folta vegetazione poco prima della curva, uscita visibile a lato del tornante.

          

         

24)   3° tornante: tracce di allargamento con muro di sostegno a destra. Dopo la curva a valle terrapieno ancora riconoscibile.

          

         

25)   4° tornante: galleria a sinistra, entrata  visibile poco prima della curva, uscita allagata a lato del tornante.

          
         

26)   5° tornante: allargamento con muraglione di sostegno a destra.

          

         

27)   All'ingresso di Lanslebourg: il nuovo ponte è al posto di quello vecchio stradale e ferroviario.

          

         

28)   All'inizio della discesa su Termignon: trincea a sinistra poi sotto la strada, tracce di cengia in mezza costa che prosegue avanti quasi completamente interrata oltre il tornante. Nel piano prativo in basso visibili dalla strada per La Chavière tracce di ampio tornante a 180°, poi tratto rettilineo di ritorno ora carreggiabile campestre.           
            

29)   All'altezza dei forti de l'Esselion: sul vallone di St. Anne il nuovo ponte stradale è al posto di quello ferroviario in ferro.

          
         

          
            
  

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